EPILOGO EXTRA

Ecco un regalo esclusivo per la sottoscrittrici della newsletter: l’ EPILOGO EXTRA di ROYAL CATCH - GABRIEL

EPILOGO EXTRA

Anna

Urrà! È la mia prima notte di nozze! È ora di darmi da fare con il mio reale marito, dopo un'elegante e luuuunghissima cerimonia nuziale e il relativo ricevimento. La cappella reale qui a palazzo era spettacolare, soffitto altissimo, affreschi, cornici dorate assolutamente dappertutto, piena di fiori. Inoltre ha tre enormi organi a canna! Non posso lamentarmi del matrimonio formale, anche se sono stata in piedi per circa un milione di ore. Il mio abito era il pezzo unico di uno stilista, una sinfonia di seta e tulle. Non mi sono mai sentita come una regina prima di indossare quell'abito. Sto ancora cercando di capacitarmi che da oggi sono la regina. Ehi, sono la regina.

La regina madre mi ha prestato la sua spettacolare collana di diamanti. In effetti, da quando si è dimessa da regina dopo la morte di suo marito, tecnicamente è tornata a essere la principessa Alexandra. Mio suocero è deceduto sei settimane fa, solo un paio di settimane dopo la nostra festa di fidanzamento. Sono lieta di averlo conosciuto, anche se per un breve periodo. Nei suoi ultimi giorni, mi diceva che lo rattristava il fatto che non sarebbe stato presente al nostro matrimonio, ma che poteva riposare in pace sapendo che Gabriel aveva me al suo fianco. È un onore che non dimenticherò mai.

Il nostro matrimonio è stato tutto ciò che dovrebbe essere un matrimonio reale. Mi sono attenuta al protocollo, assicurandomi di non fare mosse false. Tutta la faccenda era trasmessa in TV! Tutti volevano vedere il nuovo re sposare la sua futura regina. Finora la stampa è stata benevola, perché adorano il fatto che Gabriel, che una volta evitava la luce dei riflettori ed era molto avaro di sorrisi, adesso sia apertamente innamorato e vuole che il mondo lo sappia.

Gabriel, il mio meraviglioso marito, ha ridato alla sua gente speranza per il futuro. La prima cosa che ha fatto è stato annunciare i nostri programmi per attirare i visitatori nel palazzo, in gruppi limitati, e anche turisti giornalieri che avrebbero preso il traghetto per usufruire della nostra futura spa con i suoi prodotti cosmetici a base naturale. Gli isolani sono eccitati per le nuove opportunità. Ci vorrà tempo perché la mia linea di cosmetici naturali diventi un'aggiunta duratura all'economia basata sulla pesca, ma sono fiduciosa che ci arriveremo. È un progetto che mi appassiona e mi piace ancora più dell'idea di avere un mio salone perché, gente, sto salvando un regno. Non per essere immodesta. Diavolo, quella faccenda della modestia non mi è mai riuscita.

Allargo le braccia, con ancora l'abito nuziale addosso. «Tirami fuori da questo coso!» Gabriel ha congedato la cameriera e il valletto, decidendo di spogliarmi lui stesso. Il mio abito ha una fila di bottoncini di perla lungo il dorso. Ho bisogno di essere di nuovo libera dopo tutta la formalità della cerimonia nuziale. Perfino il ricevimento è stato formale, per via di tutte quelle tradizioni reali. Sono quasi crollata sotto il peso di doverle ricordare tutte.

«Piacere mio» dice, voltandomi. Poi si distrae e mi passa le mani di lato, sui fianchi, afferrandomi il sedere. «Non potevo toccarti così prima. È tutto il giorno che lo desidero.»

«No? Sono sicura che tutti quelli che ci guardavano da casa avrebbero apprezzato lo spettacolo.»

Gabriel mi preme le labbra sul lato esposto del mio collo. Hanno domato i miei capelli ricci con un'elegante acconciatura raccolta. Mi sono già tolta il velo e la collana. Gabriel continua a baciarmi sul collo, mordicchiando gentilmente, assaggiandomi. Comincio a sentire le gambe molli e mi appoggio indietro contro di lui. Lui mi prende il volto, girandolo verso di sé per un bacio. «Mia moglie.»

«Il mio schiavo sessuale.»

Gabriel sorride, una visione rara che mi scalda il cuore, e poi capisce l'antifona e riprende a lavorare sui bottoncini sul dorso del mio vestito. «Perché ce ne sono così tanti di questi maledetti cosi?»

«Non lo so, è un particolare elegante, da stilista.» Il vestito si allenta intorno alle spalle, significa che sta facendo progressi. Le sue labbra calde sfiorano la pelle che denuda man mano lungo la mia spina dorsale, facendomi rabbrividire. «Che ne pensi della nuova suite per gli ospiti?»

Lui resta in silenzio. Volto la testa e vedo che sta ispezionando la stanza. Volevo che la nostra prima notte di nozze fosse qui, per provare le stesse sensazioni dei nostri futuri ospiti. La suite fantasia reale verrà offerta come destinazione per la luna di miele o per una settimana tra donne, completa di trattamenti di bellezza. Niente affollati matrimoni turistici a palazzo, però. Non dopo il comico disastro che era stato il tentativo di Phillip di rendere Villroy la destinazione per matrimoni esotici. Tre parole dicono tutto: animali di peluche. Avrei tanto voluto esserci per vederlo.

«Romanticismo sotto steroidi» dice Gabriel.

«Perfetto! È proprio ciò a cui puntavo. Faremo loro vivere una fantasia.» Mi guardo intorno orgogliosa. Ovviamente Gabriel ha già visto la suite, dovevo vantarmene appena finiti i lavori di ristrutturazione, ma è la prima volta che la vede addobbata con il tema luna di miele.

C'è una stanza padronale, un soggiorno, il balcone con una meravigliosa vista sul mare e un bagno extra lusso. Ci sono altre tre stanze a completare la suite, ciascuna con un salottino e un bagno annesso con la vasca idromassaggio. Le camere extra comunicano con quella principale. In questo modo la suite può essere usata sia per la luna di miele sia per una settimana tra amiche.

La camera padronale, dove siamo noi, ha un letto a baldacchino di mogano intagliato con tende e cupola di tessuto bianco trasparente. La stanza è discretamente profumata con essenza di lavanda, che ha un effetto calmante. I mobili della suite sono dello stesso mogano, antichi, con un tocco di blu reale nei rivestimenti.Alle pareti quadri di artisti locali; una brochure indica dove vedere altre opere degli stessi artisti al mercato del sabato accanto al porto. La speciale aggiunta per gli sposi in luna di miele, parecchi vasi di cristallo pieni di rose, il miglior champagne francese, sontuosi accappatoi bianchi “lui” e “lei” e un assortimento di oli commestibili per il corpo. E okay, sì, ho esagerato con i petali di rose a forma di cuore sul letto con due cigni disegnati con gli asciugamani bianchi in centro. I cigni si accoppiano per la vita, sapete.

«Continua a slacciare» ordino.

«Sì, Maestà» intona Gabriel prima di chiudere i denti sul tendine del mio collo.

Mi manca il fiato a quel promemoria erotico e mi inumidisco. Spesso Gabriel mi chiude i denti sul lato del collo quando sta per farmi venire. Oh, gente, e quant'è bravo, mi trattiene finché sono folle di desiderio e poi mi lancia oltre l'abisso, nella pura beatitudine.

Lascia andare il mio collo e torna al noioso compito di slacciare tutti i maledetti bottoncini. Mi guardo in giro con occhio critico. La stanza è bella, ma non spettacolare. Non riesco bene a puntare il dito, ma le manca qualcosa di speciale. Un po' di scintillante magia. Mi porta a pensare alla mia amica Ruby, che lavorava per l'Happy Mouse Kingdom in Florida. È un'arredatrice d'interni che sa come aggiungere un pizzico di magia.

Sorrido alla mia prossima grande idea. «Inviterò la mia amica Ruby a venire qua per aggiungere un po' di magia alla suite.»

Il mio vestito si apre di colpo e Gabriel lo spinge giù dalle spalle tirandolo lungo il corpo fino al pavimento. Lo sistema attentamente sul cassettone e torna da me, con lo sguardo famelico, guardando il mio bustier di pizzo bianco con il perizoma abbinato. Nastri di seta partono dal bustier per sostenere sottili e trasparenti calze bianche.

Mi metto una mano sul fianco, in posa. «Ti piace?»

Gabriel mi tira contro di sé. «Sei tu la magia di questo posto.»

È così romantico.«Oh, grazie. Però ho bisogno di Ruby. Subito. Prima che le signore arrivino per il loro soggiorno di una settimana.»

Gabriel si stacca, con una smorfia sul bel viso mentre si slaccia la camicia. La giacca dello smoking, il cravattino e la fascia erano già spariti appena entrati nella suite. «Abbiamo in programma di partire per la luna di miele domani. Avevi detto che avresti smesso di lavorare per una settimana.»

Gabriel ha organizzato un viaggio per farmi visitare l'Europa per la nostra luna di miele. Non ho ancora visto niente, nonostante viva su un'isola al largo della costa sud-ovest della Francia. Visiteremo Parigi, Barcellona e Milano perché ho sentito che sono città modaiole e voglio vedere come sono le donne lì, dal punto di vista dello stile. È un po' un viaggio di ricerca per il mio progetto, anche se, per quanto ne sa Gabriel, è solo per puro romanticismo. Non avrà di che preoccuparsi.

Mi do da fare con il bottone dei suoi pantaloni. «Non ci vorrà più di mezz'ora per organizzare tutto con Ruby. Ha appena perso il lavoro e sono sicura che afferrerà al volo l'opportunità di aggiungere questo progetto al suo portfolio. Poi sarò tutta tua.» Le chiederò di estendere il suo soggiorno al finesettimana in modo da poter passare un po' di tempo con lei al ritorno della mia luna di miele e dare la mia approvazione alla suite prima che le ospiti arrivino domenica sera. I tempi sono un po' stretti, ma so che quella scintilla extra si ripagherà da sola.

Gabriel socchiude i suoi favolosi occhi acquamarina, stringendo le labbra. Dice che sono una stacanovista. C'era un tempo in cui la sua espressione severa mi avrebbe intimidito a morte, ma mi ama così tanto che mi lascia fare. Sono così fortunata.

Apro la sua cerniera, per distrarlo. «Ti ho detto fin dall'inizio che mi piace il lavoro duro.» E lui è bello duro. Gli abbasso i pantaloni, mettendomi in ginocchio davanti a lui. Il suo sesso si protende verso di me attraverso i boxer. Alzo gli occhi, lo guardo e mi lecco le labbra.

Il suo sguardo è ardente, la bocca leggermente aperta e la sua mano calda mi tiene la nuca.

Peroro il mio caso. «Sono talmente appassionata del mio progetto che non mi sembra nemmeno lavoro.»

Lui grugnisce in risposta e lo prendo come un buon segno. È con me. Gli tolgo i boxer, avvolgo la mano intorno alla sua magnifica erezione e lo prendo in bocca, in profondità. Adoro dare piacere a Gabriel. È inerme, in mio potere. Lo guardo mentre rilassa la mandibola, e mi afferra i capelli spingendosi più in fondo alla mia bocca e io l'accetto, dandogli tutta me stessa. Dopo qualche minuto il suo respiro si fa affrettato, poi c'è quel brusco inspirare che significa che è vicino. Io continuo, voglio dargli tutto ciò che desidera.

«Cazzo.» Gabriel mi preme sulla mandibola, allentando la mia presa e si tira fuori.

Io lo guardo, contrariata. «Non avevo finito.»

Lui mi tira in piedi e quasi ringhia. «È la nostra prima notte di nozze e la prima volta come marito e moglie.»

«Scopa la mia bocca e poi potrai scopare anche altri posti.»

Gabriel mi bacia, brusco; le sue mani sono dappertutto. Non c'è niente che lo ecciti più della mia boccaccia. Strappa i nastri che reggono le calze poi il perizoma sottile. Un altro perizoma rovinato. Affonda le dita tra le mie gambe. Sono già calda e bagnata e adesso sto cavalcando le sue dita meravigliose. Poi mi trovo contro la parete.

Mi solleva e io avvolgo in fretta le gambe intorno alla sua vita mentre si spinge dentro di me, con un grugnito che gli esce dal fondo della gola e copre il mio ansito. Lui si ferma, mi afferra per i fianchi e si china a mordere e baciarmi il collo, fino ad arrivare al labbro inferiore, mordicchiarlo e poi succhiarlo. Ogni contatto mi provoca acute fitte di piacere.

Arcuo i fianchi, chiedendogli silenziosamente di più.

Gabriel mi afferra la mandibola con la sua mano grande, col pollice che scivola giù verso quel punto sensibile dietro l'orecchio. «Dio, è incredibile.»

So che cosa vuol dire. È la prima volta che lo facciamo senza protezione. Siamo rimasti d'accordo che avremmo cercato un erede appena sposati. «Anche tu. Ora riversa il tuo seme demoniaco dentro di me.»

Lui ride e il mio cuore si espande orgoglioso in petto. Non c'è niente di meglio di far ridere l'ex faccia-triste Gabriel. Gli prendo il volto con entrambe le mani, sentendo il suo sorriso contro le labbra prima di dargli un bacio sulla bocca.

Adesso è più gentile, si muove più lentamente. Il piacere si espande come i petali di una rosa che sboccia. Gabriel mi accarezza il collo e io tiro indietro la testa. Mi mette un braccio intorno alla vita, allontanandomi da lui quel tanto che basta per infilare la mano in mezzo a noi. Mi accarezza deciso e di colpo sono folle, m'impenno contro di lui con le unghie che gli scavano nelle spalle. Lui non ha pietà e mi porta in fretta sull'orlo e poi si ferma, lasciandomi lì, quasi sul punto di venire. È diabolico.

«Fammi venire» ringhio.

Gabriel mi morde il lobo dell'orecchio e lo tira un po' prima di ringhiare a sua volta. «Pregami.»

Le sue dita sono tornate e mi stanno facendo impazzire, le sue spinte sono profonde e sicure, angolate proprio nel modo giusto. Gioca con il mio corpo come un maestro. Non riesco a parlare, sono fuori di testa per il piacere, ho la vista annebbiata, il sangue che ruggisce nelle orecchie. Non so che cosa mi faccia, ma all'improvviso sono proprio lì che tremo, sul bordo del precipizio, tesa come una corda di violino.

«Per favore» riesco a dire ansimando.

«Molto bene.» La sua voce è aspra, graffiante. «Voglio sentirti stringermi…»

«Ah-ah-ah!» Mi lascio andare di colpo, con il corpo che sussulta intorno a lui e un piacere al calor bianco che mi invade. Mi fischiano le orecchie, sono stordita, perdo la presa sulle sue spalle, ma Gabriel mi tiene.

Mi afferra stretti i fianchi mentre continua a spingersi dentro me, sollevandomi con la forza delle sue spinte. Io gemo piano, ogni spinta porta a un'altra fitta di piacere. Il mondo si restringe fino a diventare solo il calore nei suoi occhi, il suo respiro aspro sulle mie labbra, la sua feroce presa di possesso. La sua bocca si appoggia sulla mia, la sua lingua m'invade. L'orgasmo arriva di soppiatto, mi sfugge un breve grido, ingoiato dalla sua bocca. Gabriel interrompe il bacio, inarca la schiena lasciandosi andare, riversandosi dentro di me in fiotti caldi.

Apro gli occhi, e le labbra si aprono all'idea sorprendente e gioiosa che potrei già avere in me il bambino di Gabriel.

Lui mi prende il volto con una mano, sta respirando ancora affannosamente, e appoggia la fronte alla mia. «Credi che abbiamo già generato il demonio?»

Io sorrido. «Dovremo provare un mucchio di volte ancora, per essere sicuri.»

Lui sorride contro le mie labbra. E poi mi bacia, pigri baci umidi che mi dicono che mi ama con tutto il suo cuore. E io gli restituisco i baci con tutto il mio cuore e la mia anima.

Arriviamo al letto appena in tempo per il secondo round.

***

Non perdetevi il secondo libro della serie, nel quale Phillip si trova inaspettatamente a essere l'attrazione principale in un'asta di scapoli! Royal Hottie – Phillip sarà presto disponibile nella versione italiana.

© 2019 Kylie Gilmore

Traduzione: Mirella Banfi

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